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giovedì, 15 ottobre 2009

(P. P. Pasolini, La meglio gioventù

(P. P. Pasolini, La meglio gioventù

 "Apologia)
…………………………….
Avete faccie di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri:
prerogative piccolo-borghesi, amici.
Quando ieri a Valle Giulia avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di essere stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che no dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia come un uccellino;
i tanti fratelli; la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati; i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc.ecc.
E poi guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
è lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (l'essere odiati fa odiare).
Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care.
Siamo ovviamente d'accordo contro l'istituzione della polizia.
Ma prendetevela contro la Magistratura e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all'altra classe sociale.
A Valle Giulia, ieri, si è così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, amici (benchè dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra, in questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, amici.
…………………………………..
Leggo nelle vostre barbe ambizioni impotenti
nei vostri pallori snobismi disperati
nei vostri occhi sfuggenti dissociazioni sessuali,
nella troppa salute prepotenza, nella poca salute disprezzo
(solo per quei pochi di voi che vengono dalla borghesia
infima, o da qualche famiglia operaia,
questi difetti hanno qualche nobiltà:
conosci te stesso e la scuola di Barbiana!)
……………………………………….
Un' idea antica come quella della Resistenza
(che andava contestata vent'anni fa,
e peggio per voi se non eravate ancora nati)
alligna ancora nei petti popolari, in periferia.
Sarà che gli operai non parlano né il francese né l'inglese
e solo qualcuno, poveretto, la sera, in cellula,
si è dato da fare per imparare un po' di russo.
Smettetela di pensare ai vostri diritti,
smettetela di chiedere il potere.
Un borghese redento deve rinunciare a tutti i suoi diritti,
e bandire dalla sua anima, una volta per sempre
l'idea del potere. Tutto ciò è liberalismo: lasciatelo
a Bob Kennedy.
I maestri si fanno occupando le fabbriche
non le università: i vostri adulatori (anche comunisti)
non vi dicono la banale verità: che siete una nuova
specie idealista di qualunquisti come i vostri padri,
come i vostri padri, ancora, figli.
……………………………………………..
Ma andate piuttosto, figli, ad assalire le Federazioni!
Andate a invadere Cellule!
Andate ad occupare gli uffici
del Comitato Centrale! Andate, andate
ad accamparvi in Via delle Botteghe Oscure!
Se volete il potere, impadronitevi, almeno, del potere
di un Partito che è tuttavia all'opposizione
(anche se malconcio per l'autorità di signori
in modesto doppiopetto, bocciofili, amanti della litote,
borghesi coetanei dei vostri stupidi padri)
ed ha come obiettivo teorico la distruzione del Potere.
Che esso si decida a distruggere, intanto,
ciò che di borghese ha in sé,
dubito molto, anche col vostro apporto,
se, come dicevo, buona razza non mente…
Ad ogni modo: il PCI ai giovani!!
………………………………………..
Ma son giunto sull'orlo della vergogna…
(Oh Dio! che debba prendere in considerazione
l'eventualità di una Guerra Civile
accantonando la mia vecchia idea di Rivoluzione?).
 

(P.P. Pasolini, Empirismo eretico, Garzanti, Milano 1991)


postato da: etienen alle ore 11:30 | link | commenti
categorie: poesia

Anima che accarezzo a sera

Anima che accarezzo a sera, e sei un cane
stanco, ma un cane sempre fedele. Un cane
che balbetta un nome: padrone, padrone mio.
Non lasciarmi anima cane, non lasciarmi mai.
Alda Merini
 


postato da: etienen alle ore 11:28 | link | commenti
categorie: poesia

NESSUNO PUO' CONOSCERMI

Nessuno può conoscermi
Come tu mi conosci
Gli occhi tuoi dove dormiamo
Tutti e due
Alle mie luci d'uomo han dato sorte
Migliore che alle notti della terra
Gli occhi tuoi dove io viaggio
Han dato ai gesti delle strade un senso
Separato dal mondo
Negli occhi tuoi coloro che ci svelano
La nostra solitudine infinita
Non sono più quel che credevan d'essere
Nessuno può conoscerti
Come io ti conosco.
Paul Eluard


postato da: etienen alle ore 11:27 | link | commenti
categorie: poesia

Quando ti sogno io divento pallida come la morte.

Quando ti sogno io divento pallida come la morte.
Che fenomeno è questo
che io e te abitiamo altrove
portati dalle mani di Dio?
Perché siamo due mani così maneggevoli
che qualsiasi idolo ci può portare lontano?
Cos'eravamo prima?
Cosa diventeremo dopo?
Io ogni notte metto gli abiti migliori
e tu me li togli,
ma non riuscirai mai a far di me una schiava.
Anche nuda io vesto come una regina
perché io e te non pecchiamo mai,
perché io e te non ci siamo mai visti.
Eppure ci vediamo ogni giorno,
eppure siamo talmente poveri
che non dobbiamo più neanche comperare la morte
perché la vita ce la regala.
Alda Merini


postato da: etienen alle ore 11:26 | link | commenti
categorie: poesia

Fugge il tempo e tu non lo puoi fermare,

Fugge il tempo e tu non lo puoi fermare,
la vita è solo un attimo breve,
come il sorriso di un fiore è l'amore.
Non lasciarlo fuggire, non lasciarlo morire.
L'amore non vive che un solo istante,
e il tempo fugge come le tue illusioni.
Sorridi alla vita, sorridi all'amore, non
lasciare che il tempo fugga lontano, ferma
questo attimo e tienilo stretto al tuo cuore.
Le donne più forti amano i diversi, gli sbagliati, quelli che poi si rivelano incredibilmente giusti. Le donne forti amano i personaggi deboli del loro tempo, ma forti nel futuro. Le donne forti amano fermare i pianti di chi sa. Le donne forti sono forti e glielo puoi leggere addosso. Le donne forti hanno sofferto. Le donne forti non cedono per seguire altri esempi. Le donne forti si creano, ma riescono a distruggersi cercando di capire perché si sono create così. Le donne forti amano le soluzioni difficili, purtroppo capiscono che sono le uniche. Le donne forti amano in modo diverso, amano forte. Le donne più forti il più non lo conoscono, perché il più sono loro.
 
 
Erika Moon


postato da: etienen alle ore 11:25 | link | commenti
categorie: poesia
martedì, 15 settembre 2009


postato da: etienen alle ore 23:23 | link | commenti (1)
categorie:
mercoledì, 09 settembre 2009

questo


Questo piccolo mondo assassino
E' puntato sull'innocente
Gli toglie il pane di bocca
E dà la sua casa alle fiamme
Gli prende le vesti e le scarpe
Gli prende il tempo e i figli
Questo piccolo mondo assassino
Confonde i morti con i vivi
Assolve il fango, grazia i traditori
La parola trasforma in rumore
Grazie mezzanotte dodici fucili
All'innocente rendono la pace
E tocca sempre alle folle
Sotterrare quella sua carne
Sanguinosa e il suo cielo nero
E tocca alle folle comprendere
Quanto debole è chi assassina.
Paul Eluard  
 


postato da: etienen alle ore 08:51 | link | commenti
categorie: poesia
mercoledì, 02 settembre 2009

in questo giorno

In questo mondo che balla nei nostri cuori
Nei nostri occhi
Nelle nostre aspettative che non chiedono
Ma scorrono e vanno col giorno che passa
Mitakuye Oyasin!


postato da: etienen alle ore 08:12 | link | commenti (1)
categorie: poesia
lunedì, 31 agosto 2009

Paul Eluard

Ed un pesce il fiume

Alta ti ho fatta come la mia solitudine
Il mondo intero per nascondersi
Giorni e notti per comprendersi
Per vederti negli occhi
Solo quanto io penso di te
E di un mondo a tua immagine

E giorni e notti al ritmo dei tuoi cigli.
Paul Eluard


postato da: etienen alle ore 17:11 | link | commenti
categorie: poesia
venerdì, 28 agosto 2009

canto del ritorno

Canto del ritorno

 Dopo una lunga assenza

Le nuvole indugiavano sul monte,

scrosci di pioggia cadevano ai suoi fianchi,
e tutta la terra era splendida.
Ed egli disse alla sua terra: "Aqualani!" ("Salve a te!")
e una forte nostalgia l'invase
fino alle lacrime.
E così cantò:
"Quell'acqua che scorre,
la mia mente la sta attraversando!
Quell'acqua potente,
la mia mente la sta attraversando!
Quell'acqua antica,
la mia mente la sta attraversando!"

Navajos


postato da: etienen alle ore 11:00 | link | commenti
categorie: poesia, indians